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IL CACCIATORE ITALIANO n. 5/2018

Anche in occasione dell’approssimarsi dell’inizio e per le prime settimane di questa stagione venatoria si è ripetuto il consueto copione di ogni anno: solite lamentazioni animaliste, paventate minacce alla sopravvivenza di specie, violazione di fantomatiche leggi e direttive… Alle lamentele e alle grida sono seguiti i ricorsi ai Tar contro i calendari venatori, da sempre l’arma principe, e a buon mercato, nelle mani degli anticaccia.
Anche sul piano legale però, Federcaccia è sempre più attiva e attenta. Con il suo ufficio legale coadiuvato dagli uffici tecnici, è stata impegnata al fianco delle Regioni e ha riportato significativi risultati, quando non pieno successo, come è accaduto ad esempio nelle Marche.
In Abruzzo, dopo il pronunciamento del Tar sul ricorso del Wwf è stata però la stessa FIdC a impugnare il calendario, da anni penalizzante anche rispetto ai limiti proposti da Ispra. E proprio in queste ore il Tar de L’Aquila ha sottolineato nel Decreto pronunciato sul ricorso, fissando la discussione collegiale il 10 ottobre, che in sede di audizione informale delle parti i competenti organi regionali si sono dichiarati in procinto di riesaminare il calendario venatorio per reinserire in quelle cacciabili le specie canapiglia, codone, mestolone, moriglione, frullino, combattente e moretta ai sensi della vigente normativa. In attesa del provvedimento regionale che riammetta queste specie inspiegabilmente “dimenticate” nella prima stesura, è indubbio che questo sia un successo - che segue quello ottenuto in Piemonte nel 2016 - di cui andare giustamente fieri e che apre prospettive importanti. Crediamo sia il momento che finalmente chi di dovere metta un punto fermo chiaro sulle competenze delle Regioni in merito alla riduzione dell’elenco delle specie cacciabili e dei tempi di caccia, con disposizioni ingiustificate e ingiustamente limitanti per i cacciatori. Su questo tema però, una riflessione ci sembra dovuta. La colpa dell’esito - mai il merito quando le cose vanno bene - di questi procedimenti per i soliti malpancisti, ricade sempre sulle associazioni venatorie. In realtà, e non vuole essere una difesa d’ufficio, queste - o, almeno, così si comporta la nostra Federazione - possono dare consigli, motivare pareri, fornire indicazioni tecniche utili alla stesura dei calendari o, come ultima fase di questo percorso, affiancare le Regioni nella loro difesa. Ma non dimentichiamoci che i calendari sono elaborati e approvati dagli Assessorati competenti. È necessaria allora ancora più oggettività e competenza da parte di chi i calendari li scrive. È un invito, non una critica, che ci sentiamo di fare, rinnovando la nostra disponibilità al confronto e alla collaborazione. Molte Regioni già lo fanno, con risultati soddisfacenti per tutti. Auspichiamo che altre seguano questo esempio. Una nota ci sembra infine necessaria anche sul ricorso - di cui ancora non si conosce l’esito - presentato contro la Regione Toscana. Fra le altre c’è anche la firma del presidente nazionale Lipu, Fulvio Mamone Capria. Lo stesso è, come noto, Capo della Segreteria del ministro dell’Ambiente, e da quest’ultimo dipende direttamente Ispra. Non è che la questione del conflitto di interessi che già avevamo sollevato all’indomani del conferimento del suo incarico si fa sempre più evidente? Forse sarebbe il caso che chi di dovere, gli organi politici, il Ministro stesso, ci ponesse maggiore attenzione. E parlando di buoni risultati ottenuti, chiudiamo con un cenno al recepimento della Direttiva armi. Nelle prossime pagine potrete leggere tutti i dettagli. Intanto vi anticipiamo la soddisfazione per aver visto ascoltate le ragioni esposte in più occasioni, fino all’audizione in 1a Commissione al Senato presieduta dal sen. Borghesi (Lega), che ringraziamo per il lavoro svolto, dalla Federazione e dal presidente Dall’Olio. Un impegno lungo e non facile, che grazie a un lavoro di squadra con il mondo industriale armiero e sportivo ha consentito, fra le altre cose, di andare a modificare in senso decisamente migliorativo l’articolo 43 del Tulps e scongiurare tutta una serie di restrizioni.
Anche in questo caso impegno e motivazione uniti a solidi argomenti basati sulla concretezza e non su vuote rivendicazioni partigiane hanno ottenuto risultati concreti. La strada da seguire è sempre questa.

L’EDITORIALE; GAME FAIR 2018, Festa di Maremma; CONVEGNI, Fauna di Sicilia; MANIFESTAZIONI, Leonesse o gazzelle?; APPUNTAMENTI ISTITUZIONALI, Una Federazione
protesa verso il domani; NORME E REGOLAMENTI, Molte più luci che ombre; CENTRO STUDI, Coltivare ambiente; UFFICIO AVIFAUNA MIGRATORIA, Una nuova svolta - Key concept, si cambia; UFFICIO FAUNA STANZIALE, La risposta giusta - Un altro sguardo sulla Pac; ZOONOSI E CACCIA, Richiami: una Decisione attesa; AGONISMO CINOFILO, Grande cinofilia e non solo - L’Isola dei Tricolori; AGONISMO TIRO A VOLO, Al Falco i migliori - Una finale da en plein - Un titolo combattuto; CACCIATORI ZONA ALPI, I Galliformi alpini; ARCIERI CACCIATORI, Mantenere per tramandare; VETERINARIA, Problemi di coppia; IL LEGALE, Paletti invalicabili; DALLE REGIONI; RUBRICHE, Fausti Sovrapposto
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