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IL CACCIATORE ITALIANO n. 2/2017

Ancora una volta l’attenzione del mondo venatorio italiano ed europeo torna a rivolgersi ad alcune Direttive che lo riguardano da vicino. Le prime due sono le ben note “Uccelli” e “Habitat”. Al termine di un approfondito confronto con i diversi portatori di interesse, la Commissione Europea ha deciso di non procedere a una loro riapertura, ma di concentrarsi piuttosto su una maggiore e più proficua applicazione. Anche Federcaccia ha seguito con Face prima la fase del Fitness Check, ovvero della verifica, e successivamente il processo di revisione del Piano di azione deciso dalla Commissione. Ormai è nota la posizione critica diffusa fra i cittadini cacciatori italiani ed europei nei confronti delle Direttive, che presentano non pochi problemi e costituiscono un ulteriore elemento di insofferenza nei confronti dell’Unione. L’altro atto normativo su cui occorre continuare a porre attenzione è la Direttiva Armi, la cui revisione è stata recentemente approvata dal Parlamento Europeo. Dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea, gli Stati membri avranno 15 mesi di tempo per recepirla e dotarsi dei necessari regolamenti attuativi. Sarà l’atto finale di un percorso iniziato mesi fa, che con la giustificazione di un maggior controllo contro gli atti terroristici avrebbe dato senza il lavoro e l’impegno di numerosi attori, fra i quali al primo posto le Aavv riunite in Face e il comparto produttivo riunito nelle associazioni europee Ieacs e Afems, un duro colpo anche all’attività venatoria. Tanto per chiarire di cosa si sta parlando e dei rischi corsi, fra le proposte originarie era prevista la confisca di tutte le carabine semiautomatiche (con l’addio definitivo alle carabine per la caccia al cinghiale); l’inclusione dei caricatori nelle parti d’arma con conseguente obbligo di denuncia; una ulteriore limitazione dei colpi nei caricatori rispetto a quanto già previsto in Italia; rinnovi di licenze e porti d’arma a cadenza annuale. La nostra legislazione in questo settore, in conseguenza degli “anni di piombo”, è già una delle più rigide a livello europeo, per cui i contraccolpi anche se non da sottovalutare sono tutto sommato minori che in altri Paesi Ue, fino ad ora ben più permissivi. Per i cacciatori si registrano in particolare regole di custodia meglio definite rispetto alla attuale “diligente custodia” e, purtroppo, una riduzione della durata della licenza a 5 anni invece degli attuali 6. Adesso il nostro impegno dovrà concentrarsi sulle fasi di recepimento della Direttiva nella normativa nazionale, per evitare che come troppo spesso è accaduto, si trasformi nell’occasione di apportare ingiustificati inasprimenti burocratici, costi o restrizioni.

L’EDITORIALE; HIT 2017, La caccia in festa; TESSERAMENTO, Innovazioni e partnership; FACE, Le direttive Natura; UFFICIO AVIFAUNA MIGRATORIA, Proposte per la direttiva Uccelli - Obiettivo scolopacidi; UFFICIO FAUNA STANZIALE, Le Regioni non decidono - Morbo di Aujeszky: conosciamolo meglio - La “plastica” volpe - Ritardi da recuperare; AGONISMO CINOFILO, Ascoli-Fermo, territorio di campioni - Un trofeo per pochi - Catanzaro e le regine; CACCIATORI ZONA ALPI, L’abitatrice dell’estremo; ARCIERI CACCIATORI, Esperienze in fiera; VETERINARIA, Un sonno delicato; IL LEGALE, Parcheggio vietato;
FONDAZIONE UNA, Un impegno per i territori; DALLE REGIONI; ZOOM, Porciglione, Voltolino e Schiribilla; SCHEDA TECNICA, Franchi Horizon - Yildiz SPZ-ME cal. .410; TUTTI A BORDO, Mercedes Classe V 4Matic

 

 

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