“La magia del primo centenario” è la frase con cui nel 2000 l’allora Presidente Giacomo Rosini aveva definito la ricorrenza del primo secolo di vita della nostra Federazione.
Sommario
EDITORIALE
125 ANNI DI FEDERCACCIA
Un lungo cammino insieme – a cura dell’Ufficio Stampa e Comunicazione FIdC
MANIFESTAZIONI
Arte e cultura venatoria protagoniste – a cura di Matteo De Chiara
TESSERAMENTO 2025
Mai così tante, mai così tanto – di L.A. con il contributo di Marsh
UFFICIO STUDI E RICERCHE
Tra caccia sostenibile e conservazione – di Daniel Tramontana e Michele Sorrenti
CONVEGNI
Presentato il Coordinamento Colombaccio Italia – di Jacopo Foti
SETTORIALI
Il futuro della braccata passa dall’UNCC – di J.Fo.
A CACCIA DI SCATTI
Cogliere l’attimo – a cura della Redazione
IL TIRO DI CACCIA
I rimbalzi nel tiro a palla – di Gianluca Garolini
DALLE ARMERIE – a cura di J.Fo
Aspettando l’Apertura 2025
Palla o pallini, ecco le cartucce
Tradizione o innovazione quale scegliere
ABBIGLIAMENTO E CALZATURE – a cura di J.Fo
Con la caccia addosso
ACCESSORI – a cura di J.Fo
Sempre pronti a tutto
Editoriale
UNA EMOZIONE IRRIPETIBILE
“La magia del primo centenario” è la frase con cui nel 2000 l’allora Presidente Giacomo Rosini aveva definito la ricorrenza del primo secolo di vita della nostra Federazione.
Adesso, trascorso un altro quarto di secolo, trovo sinceramente difficile usare una espressione diversa da quella per definire lo stesso senso di meraviglia che provo – e sono certo di non essere in questo il solo – a pensare alla Federcaccia e alla sua storia.
Certo, se lo rapportiamo al millenario legame della caccia con l’evoluzione e le vicende umane, questo secolo “e un quarto” è solo un piccolo scatto della lancetta dei minuti nell’orologio che ha segnato questo ben più lungo e significativo percorso.
È altrettanto sicuro però, che la Federazione Italiana della Caccia sia stata e continui a essere un punto di riferimento autorevole e rappresentativo per l’attività venatoria e per tutti i cacciatori italiani a partire dal ’900, di fatto da quando il nostro Paese è diventato uno Stato Unitario.
Sono esattamente 125 anni infatti, da quando – concretizzando l’esigenza di dare corpo e vita a una rappresentanza unica e unita manifestatasi subito all’indomani della nascita dell’Italia unita – con la pubblicazione dell’Albo dei soci entrava in vigore lo Statuto approvato da un gruppo di eminenti personalità riunitesi a Roma nel settembre precedente, che segnava la nascita della Federazione dei Cacciatori Italiani.
Fra gli scopi enunciati “difendere i diritti dei cacciatori combattendo la caccia di frodo… propugnare l’approvazione di leggi utili e la severa esecuzione di quelle vigenti per la ragionevole protezione della selvaggina… ottenere ai soci ogni possibile facilitazione… stabilire fra loro rapporti convenienti a membri di una stessa famiglia”.
Tutela dei cacciatori e della caccia, azione propulsiva e propositiva per il suo costante miglioramento e promozione, gestione e difesa di fauna e ambiente, promozione di uno spirito unitario fra le diverse Associazioni pur nel rispetto delle reciproche differenze, sono tutti elementi alla base dell’agire della Federazione ancora oggi. Molto si è aggiunto a quel primo nucleo di pur fondamentali intenti: ricerca scientifica e giuridica; collaborazioni con Enti, Università e Istituzioni in campo faunistico e ambientale; impegno sociale; volontariato in vari ambiti; rapporti e progetti con Associazioni a livello europeo e internazionali; maggiore apertura alla società e ai giovani…
Ma da quel primo gennaio 1900 la Federazione non ha mai smesso, neppure per un giorno, di essere al servizio della caccia e dei cacciatori. E con loro del Paese, nel cui tessuto sociale è ben radicata, viva e vitale. Un qualcosa in cui, forse, nemmeno i suoi fondatori di allora avevano posto pensiero.
Vivo quindi con una emozione che non nascondo questo 125esimo anniversario della nostra nascita. Un lungo percorso di cui siamo orgogliosi e di cui credo con convinzione debbano essere orgogliosi tutti i cacciatori che a qualsiasi titolo appartengono alla nostra grande famiglia, ma che nello stesso tempo ci pone di fronte al dovere di essere sempre all’altezza di quella storia.
Perché dopo un passato degno di memoria, la caccia e i cacciatori abbiano un oggi e un domani da protagonisti di primo piano.
Massimo Buconi