CACCIA & TIRO n. 04/2026

In un mondo sempre più “dominato” dagli algoritmi, qual è il posto dell’uomo e della natura? Una domanda a cui ha cercato di dare risposte concrete un convegno promosso da Federcaccia nel quale sono state fatte riflessioni sul rapporto tra etica, sviluppo tecnologico e centralità dell’uomo nell’epoca della rivoluzione digitale. Rivoluzione che, traslata su ben altro “piano di lettura”, ha riguardato il cambiamento della sede di svolgimento di EOS Show: da Verona infatti la celebre kermesse dedicata alla caccia, al tiro sportivo e all’outdoor si è trasferita a Parma. Con un successo testimoniato dai numeri e dal gradimento generale. Ne parliamo in uno speciale che, come tradizione vuole, passa in rassegna le novità, e anche le riconferme, di una serie di prodotti: dall’attrezzatura per la pratica venatoria e quella in pedana, dall’abbigliamento tecnico agli accessori. Così come parliamo, perché di intervista trattasi, con il Presidente regionale di Federcaccia Lombardia, Marco Bruni, per tracciare un quadro generale sulle attività condotte sul territorio. Attività sul territorio che coinvolgono in primis anche gli istruttori del Settore giovanile della Federazione italiana tiro a volo e i componenti del Settore arbitrale. Lo stesso dicasi per i consiglieri federali Fidasc, come Gregorio D’Ambrosio, che è tra l’altro team manager della nazionale di english sporting. La parola, infine, la diamo a due atleti della cinofilia sportiva: il giovanissimo Leonardo Casoni e il “veterano” (rispetto al collega Under 18) Nicola Giraudi.

Sommario

PRIMO PIANO – di Marco Ramanzini

CACCIA

CONVEGNI
Fra intelligenza artificiale e coscienza naturale – di Matteo De Chiara

SPECIALE EOS
EOS Show 2026, le novità dalla Fiera di Parma – di Jacopo Foti

DALLA LOMBARDIA
Intervista al Presidente Marco Bruni – a cura di Anna Ardifuoco

L’INTERVISTA
Tutte le novità di Caccia Village – a cura della Redazione

GESTIONE
Pernice rossa: il miracolo della cova – di Roberto Mazzoni della Stella

CULTURA
Caccia e natura in tavola – di Barbara Biggi e Carlo Romanelli

ARMAIOLI D’EUROPA
Italia chiama, Belgio risponde – di Roberto Aguzzoni

Letture
“Uomini e cani di montagna” – a cura della Redazione

TIRO A VOLO

COACHING
Il pensiero “parassita” – di Giorgio Fabris

TECNICA
Tipologie di mira: assistita vs. istintiva – di Riccardo Monzoni

ASSOCIAZIONE SPORTIVE
Tav San Fruttuoso, dalle origini ad oggi – di Mara Strada

INSERTO FITAV

LINEA DI TIRO – di Luciano Rossi

VERSO IL CENTENARIO
Gli allori delle Società d’Italia – di Massimiliano Naldoni

SETTORE GIOVANILE
L’arte di insegnare in pedana – di M.N.

DELEGAZIONI REGIONALI
Sardegna: la parola a Roberto Sechi – di Michelangelo Lombardi
Toscana, il neo delegato Minucci – di M.L.

SETTORE ARBITRALE
Il Settore arbitrale è un fiore all’occhiello – di M.N.

RICORDI
In ricordo di Paolo Golfari – a cura della Redazione

INSERTO FIDASC – a cura dell’Ufficio Stampa Fidasc

A CACCIA DI SPORT – di Felice Buglione

CINOFILIA SPORTIVA
Talenti Under 18, Leonardo Casoni
Agility: a tu per tu con Nicola Giraudi

CINOFILIA VENATORIA
1° Campionato italiano Praemium squadre regionali

ENGLISH SPORTING
D’Ambrosio e il suo impegno in Fidasc

TIRO A PALLA
Squadre regionali con presenza Lady: la sfida

Editoriale

Una occasione da non sprecare

Dalla Nature Restoration Law l’opportunità di risanare gli habitat degradati e rigenerare la biodiversità: più natura, più fauna, più qualità

Qualche giorno fa ho avuto il piacere di moderare a Firenze un convegno ospitato nella Sala del Gonfalone del Palazzo del Pegaso, sede del Consiglio regionale toscano: “Il ripristino della natura – Un’opportunità da non perdere”.
Un evento che, grazie all’iniziativa della Presidente Stefania Saccardi e alla collaborazione con il CNR-ISC, ha segnato in un certo senso un punto di svolta: finalmente una Regione ha preso l’iniziativa di mettere attorno a un tavolo Istituzioni, tecnici, mondo agricolo e venatorio per confrontarsi sulla Nature Restoration Law, come è comunemente indicato il Regolamento (UE) 2024/1991. Già all’inizio di quest’anno, dalle colonne de Il Cacciatore Italiano, il Presidente nazionale di Federcaccia Massimo Buconi aveva ribadito la sua natura strategica. Per noi cacciatori, il paradigma è chiaro: migliori habitat significano migliori condizioni per la fauna – tutta, cacciabile e no – e, di conseguenza, il modo di esercitare in modo più gratificante da tutti i punti di vista la nostra attività. Ma la sfida del ripristino ambientale supera i confini della nostra passione: riguarda la gestione attiva del territorio e il recupero di aree degradate, un obiettivo che deve stare a cuore a ogni cittadino.
Tuttavia, il quadro che emerge oggi è in chiaroscuro. Siamo a pochi mesi dalla scadenza di settembre 2026, data entro la quale l’Italia dovrà presentare il proprio Piano Nazionale di Ripristino alla Commissione Europea, ma nonostante l’importanza della posta in gioco, il nostro Paese appare in forte ritardo, specialmente per quanto riguarda il coinvolgimento dei portatori di interesse.
Federcaccia ha espresso a Firenze – così come già fatto in molte altre occasioni – una forte preoccupazione: il rischio è che il Regolamento rimanga una scatola vuota o, peggio, che venga applicato in modo parziale, schiacciato da interessi divergenti come quelli legati a un certo tipo di economia Green o di chi intende “gestione” come “protezione totale”, con risultati disastrosi che già non mancano. È paradossale che, nonostante la Commissione Europea preveda esplicitamente la partecipazione attiva delle categorie rurali, il coinvolgimento del mondo venatorio e di altri portatori di interesse specifici non sia ancora stato definito nei protocolli operativi nazionali.
I cacciatori non sono semplici spettatori. Attraverso gli ATC e i CA viene gestito il 70% del territorio agro-silvo-pastorale italiano. Il mondo venatorio ha competenze decennali nel ripristino di zone umide, praterie montane e ambienti di pianura, spesso agendo in sinergia con gli agricoltori. Ignorare questo patrimonio di esperienze territoriali significa condannare il Piano Nazionale all’inefficacia.
La Federazione su questo come su molti altri temi, è in prima linea: incontri, studi, sollecitazioni a più livelli, una convenzione con il CNR di Firenze, mettendo i tecnici del proprio Ufficio Studi e Ricerche al lavoro per analizzare gli effetti del Regolamento sulle specie di interesse faunistico e redigere proposte tecniche concrete. Nessuna intenzione di abbandonare la partita. Al contrario, come già fatto negli scorsi mesi, Federcaccia tornerà a sollecitare nuovamente i Ministeri competenti (MASE e MASAF) affinché il dialogo non sia solo formale, una consultazione “a cose fatte”, ma incida realmente sulle scelte operative.
Il documento finale che quando leggerete queste righe sarà scaturito dal convegno di Firenze, sarà un tassello fondamentale per sintetizzare criticità e soluzioni. Un ambiente più sano e ricco di biodiversità è un traguardo che riguarda l’intera società; per noi cacciatori, è la condizione essenziale per garantire un futuro alla nostra passione. Continueremo a vigilare e a offrire la nostra disponibilità e le nostre competenze, certi che senza il contributo di chi il territorio lo vive e lo cura ogni giorno, il ripristino della natura resterà solo un bel proposito sulla carta.

Marco Ramanzini

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Sito

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