IL CACCIATORE ITALIANO n. 1/2026

Ho espresso più volte la convinzione che il tema della “Nature Restoration Law” sia strategico per un futuro della nostra passione…

Sommario

EDITORIALE – di Massimo Buconi

APPUNTAMENTI ISTITUZIONALI
Una Federazione viva e vitale – a cura della Redazione

TESSERAMENTO
Tesserati con passione! – di L.A. in collaborazione con Marsh

RICORDI
Giacomo Rosini: l’attualità di una intuizione – di S.M.

CONCORSO “A CACCIA DI SCATTI”
Un occhio sulla natura – di Jacopo Foti

QUATTRO CHIACCHIERE CON…
L’etica dell’impegno – a cura della Redazione

CONVEGNI
Nobile stanziale: un nuovo modello – di Giovanni Lazzeri
Agricoltura, ambiente e caccia a confronto – di Matteo De Chiara
Agrivoltaico: opportunità o illusione? – di M.D.C.

 

Editoriale

RESTORATION LAW: NON SMETTIAMO DI PARLARNE

Ho espresso più volte e in diverse occasioni, pubbliche e di confronto interno ai nostri quadri dirigenti, la convinzione che il tema della “Nature Restoration Law”, ovvero il Regolamento per il ripristino della natura, sia strategico per un futuro della nostra passione offrendo l’obbiettivo e gli strumenti per mettere insieme un ambiente florido e sano, la presenza di selvatici e, conseguentemente, l’opportunità e il piacere di praticare una caccia “di qualità”.
Se come cacciatori il paradigma “miglioramenti ambientali – condizioni migliori per la sosta, il mantenimento e la riproduzione della fauna sia migratoria che stanziale – aumento della presenza anche, ma non solo, di specie cacciabili – esercizio di una attività venatoria più gratificante da ogni punto di vista” è indubbiamente quello che riscuote il nostro interesse principale, la gestione attiva del territorio e il recupero delle tante aree del Paese degradate per i più svariati motivi, compresa una troppo spesso malintesa e mal esercitata volontà di “tutela”, non può lasciare indifferente nessun cittadino.
In questa direzione sta lavorando la nostra Federazione, che sul tema ha sottoscritto anche una convenzione con il C.N.R., e non è un caso che abbia deciso di aprire il mio dialogo con voi tesserati sul primo numero di questo 2026 esattamente con lo stesso argomento con cui lo avevo fatto un anno fa.
Come potete leggere nelle pagine che seguono, poco prima di Natale Federcaccia ha organizzato in Umbria un momento di confronto per fare il punto insieme a Istituzioni, tecnici e rappresentanti del mondo agricolo in vista del primo step di applicazione del Regolamento, previsto fra pochi mesi, a settembre.
La partecipazione e l’apprezzamento espressi nell’occasione dal sottosegretario al Ministero dell’Ambiente, senatore Claudio Barbaro, oltre che indubbiamente gratificanti, credo ben rappresentino la centralità della materia affrontata.
La preoccupazione emersa in occasione del convegno è che purtroppo l’Italia è in ritardo sulla tabella di marcia e non nascondo da parte mia un certo timore che al di là del sincero interesse espresso, il Regolamento finisca per essere applicato solo parzialmente e non sviluppato compiutamente. Oppure che a prevalere siano altri interessi – pur legittimi – ma che vanno in senso contrario a un recupero di territorio e ambiente, come a esempio l’agrivoltaico. Altro tema, anche questo lo troverete nelle pagine che seguono, sul quale recentemente abbiamo acceso il confronto.
Per questo Federcaccia ribadisce la propria disponibilità a contribuire al Piano nazionale di ripristino, sottolineando che il coinvolgimento del mondo venatorio, che attraverso ATC e CA gestisce il 70% del territorio agro-silvo-pastorale, non è ancora stato definito. I cacciatori hanno un’esperienza pluriennale nel ripristino di habitat come aree umide, praterie montane e aree agricole, anche in piena sinergia con il mondo agricolo. Il successo del Piano dipende dalla valorizzazione di queste esperienze locali e Federcaccia mette a disposizione la propria rete e le proprie competenze a tutti i livelli.
Sicuramente, questo è certo, non abbiamo intenzione di abbandonare la partita e continueremo a tenere alta l’attenzione su questo tema. È troppo importante per il Paese. È troppo importante per la caccia.

Massimo Buconi